Spinte dai doppi obiettivi di riduzione del carbonio e dalla strategia nazionale di recupero delle risorse delle acque reflue, le industrie stanno investendo massicciamente nelle transizioni verdi. Insieme allo scarico zero di liquidi (ZLD) per le acque reflue, l'adozione sistemi a celle a combustibile a idrogeno La produzione di energia pulita è diventata un'altra inevitabile via tecnica per le industrie ad alta intensità idrica e fortemente inquinanti. Il principio fondamentale del ZLD (Zero Liquid Discharge) è semplice: separare completamente l'acqua pulita dagli inquinanti presenti nelle acque reflue per consentire il riutilizzo dell'acqua, mentre gli inquinanti vengono trattati come residui solidi per lo smaltimento o il recupero delle risorse. Tuttavia, l'implementazione del ZLD si scontra con importanti ostacoli tecnici, soprattutto per le acque reflue ad alta salinità, che costituiscono la maggior parte degli effluenti industriali. Massimizzare la concentrazione della salamoia al minimo costo energetico è il fattore decisivo che determina la redditività economica dell'intero sistema ZLD.
In questo contesto, la tecnologia dell'elettrodialisi (ED) si distingue per i suoi meriti tecnici unici e sta acquisendo una posizione sempre più centrale nei processi ZLD su larga scala.
I processi ZLD convenzionali adottano principalmente il processo combinato di osmosi inversa (RO) e cristallizzazione evaporativa. L'osmosi inversa fornisce una desalinizzazione e una concentrazione preliminari, ma il suo rapporto di concentrazione è limitato dalla pressione osmotica. Quando la concentrazione totale di solidi disciolti (TDS) delle acque reflue raggiunge una determinata soglia, un ulteriore aumento della pressione operativa innesca un'impennata del consumo energetico e aumenta il rischio di danni meccanici irreversibili alle membrane di osmosi inversa. Di conseguenza, grandi volumi di salamoia sottoconcentrata vengono alimentati agli evaporatori. L'evaporazione è universalmente riconosciuta come l'operazione unitaria più energivora e costosa dell'intero flusso di lavoro ZLD.
L'elettrodialisi colma con precisione il divario di concentrazione tra l'osmosi inversa (RO) e l'evaporazione termica. A differenza dell'osmosi inversa, che funziona a pressione, l'elettrodialisi si basa sull'applicazione di un campo elettrico per guidare la migrazione direzionale degli ioni, consentendo un'elevata concentrazione a temperatura ambiente e pressione atmosferica, con una tolleranza molto maggiore alla salinità dell'acqua in ingresso. L'installazione dell'elettrodialisi come stadio intermedio dopo l'osmosi inversa e prima della cristallizzazione evaporativa riduce drasticamente il volume di salamoia inviato agli evaporatori senza un eccessivo apporto energetico aggiuntivo.
(1) Concentrazione di salamoia profonda
La concentrazione profonda rappresenta la funzione primaria dell'elettrodialisi (ED) negli impianti ZLD. La salamoia concentrata tramite processi di pretrattamento come l'osmosi inversa (RO) fluisce nelle pile di elettrodialisi per una concentrazione secondaria o addirittura terziaria, portando la salinità prossima alla saturazione prima della cristallizzazione termica. Questa configurazione a più livelli "concentrazione a membrana + concentrazione termica" minimizza il volume di alimentazione delle unità di evaporazione ad alta energia, che è diventata il paradigma ingegneristico principale per i moderni progetti ZLD.
(2) Separazione selettiva del sale e valorizzazione delle risorse
Molte acque reflue industriali contengono sali disciolti misti. La cristallizzazione diretta di sali misti produce rifiuti solidi misti di scarso valore che devono essere trattati come rifiuti pericolosi, con costi di smaltimento considerevoli. L'elettrodialisi selettiva separa gli ioni con diversi stati di valenza mediante potenziale elettrico. Ad esempio, l'elettrodialisi selettiva separa efficacemente gli ioni cloruro (Cl⁻) e solfato (SO₄²⁻), altamente corrosivi, presenti nelle acque reflue delle acciaierie. I flussi salini ad elevata purezza così ottenuti possono essere ulteriormente raffinati e riciclati come materie prime industriali.
Inoltre, l'elettrodialisi a membrana bipolare (BPED) converte direttamente la salamoia di scarto nei corrispondenti acidi e alcali. Queste sostanze chimiche rigenerate possono essere riciclate in loco per la regolazione del pH, la rigenerazione delle resine a scambio ionico e altre procedure di produzione, realizzando un effettivo recupero di risorse dalle acque reflue saline.
L'elettrodialisi non è una soluzione universale "tutto in uno". Un funzionamento stabile ed efficiente dell'elettrodialisi richiede un rigoroso pretrattamento dell'acqua in ingresso: i solidi sospesi, gli ioni di durezza che causano incrostazioni e i contaminanti organici devono essere rimossi per rispettare gli standard di qualità dell'acqua in ingresso; in caso contrario, si verificheranno gravi incrostazioni e depositi sulle membrane, con conseguente degrado delle prestazioni del sistema. Sebbene l'elettrodialisi possa gestire concentrazioni di solidi totali disciolti (TDS) più elevate rispetto all'osmosi inversa (RO), una salinità iniziale eccessivamente alta riduce l'efficienza di corrente e compromette le prestazioni di concentrazione. Di conseguenza, i parametri di processo devono essere personalizzati in base ai dati specifici sulla qualità dell'acqua del sito. Nelle applicazioni ingegneristiche reali, l'elettrodialisi è integrata con addolcimento chimico, nanofiltrazione (NF), RO, cristallizzazione evaporativa e altre unità di trattamento in un sistema ZLD (Zero Liquid Discharge) integrato completo, in cui ogni unità svolge funzioni specifiche e opera in modo sinergico.
L'obiettivo principale dei sistemi ZLD (Zero Liquid Discharge) per il trattamento delle acque reflue industriali è quello di trovare un equilibrio tra conformità ambientale e sostenibilità economica. Il vantaggio principale dell'elettrodialisi risiede nella possibilità di sostituire parte del costoso consumo di energia termica con energia elettrica a basso costo, consentendo un utilizzo a cascata dell'energia in tutto il sistema ZLD. Grazie ai continui progressi nei materiali per membrane a scambio ionico e all'accumulo di esperienza sul campo, l'elettrodialisi si è evoluta da modulo ausiliario opzionale a unità centrale indispensabile nei flussi di lavoro ZLD. Non può eliminare tutte le problematiche relative al trattamento delle acque reflue, ma affronta in modo ottimale il collo di bottiglia critico della riduzione del volume per le salamoie ad alta salinità. Per le aziende che progettano o costruiscono impianti ZLD, padroneggiare e implementare correttamente la tecnologia di elettrodialisi è un passo fondamentale per trasformare l'obiettivo concettuale di zero scarichi liquidi in una pratica industriale realizzabile.